L'obbedienza cieca e il mito del conformismo

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In questo articolo viene analizzata la situazione in cui un individuo si trova a doversi uniformare necessariamente ad alcune regole anche se queste lo obbligano ad effettuare atti di efferatezza sugli altri individui. Emerge una nuova teoria che evidenzia come in realtà vi sia una vera e propria interiorizzazione delle nuove regole da parte dell'individuo che le mette in atto, anche quando queste portano a commettere atti malvagi: l'individuo è sempre pienamente cosciente e aderisce in maniera consapevole alle misure che mette in atto. Si tratta di un chiaro esempio di "conformismo negativo" in cui l'uniformarsi alle regole determina conseguenze brutali sull'altro e slatentizza una malvagità insita nell' individuo. Abstract Smentita la teoria secondo cui l'obbedienza cieca può trasformare una persona normale in carnefice a causa di una naturale tendenza umana a conformarsi a ruoli e richieste dell'autorità. Una nuova analisi critica dei famosi esperimenti che portarono alla sua formulazione indica invece che chi commette atti efferati "obbedendo agli ordini" in realtà aderisce attivamente, sia pure sotto l'influenza dell'autorità, all'idea che ciò che sta facendo sia giusto

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Submitted by Chiara Berna
on 20/03/2020
in the project Gruppo LP “Conformismo Sociale”

Last updated on 21/03/2020

Original editing language: Italiano
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Conformismo: omologarsi alla diversità
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